Introduzione
Partire con un sito “gratis” può essere utile per testare un’idea, creare un portfolio essenziale o una pagina evento. “Gratis”, però, significa quasi sempre: sottodominio (nome.piattaforma.com), limiti su pagine e funzionalità, brand della piattaforma visibile, personalizzazioni ridotte. Se vuoi branding, SEO, analytics e affidabilità, serve una base professionale.
1) Cos’è davvero un sito “gratis” (e cosa non lo è)
- Piani free: pubblicazione su sottodominio, risorse limitate, rimozione brand e dominio personalizzato solo con upgrade.
- Prove a tempo: non sono gratuiti, scadono.
- Domini: un dominio personalizzato richiede sempre un costo annuo.
- Costi nascosti: tempo investito, limiti che obbligano a rifare il lavoro quando il progetto cresce.
👉 Il “gratis” non esiste. Paghi in limiti, tempo perso e poca credibilità.
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2) Le piattaforme principali con piano gratuito
WordPress.com (Free)
Pro: facile da avviare, ideale per blog semplici.
Contro: brand della piattaforma e funzioni avanzate bloccate senza upgrade.
Quando usarlo: blog personale, sito informativo base.
Wix (Free)
Pro: editor drag&drop intuitivo, tanti template.
Contro: dominio su sottodominio e branding; prestazioni e SEO limitati sui piani free.
Quando usarlo: vetrine rapide senza esigenze avanzate.
Webflow (Starter)
Pro: controllo sul layout “da designer”, ottimo per landing curate.
Contro: limiti su pagine e funzionalità avanzate; dominio custom con upgrade.
Quando usarlo: prototipi e micro-progetti visual.
Google Sites
Pro: semplicissimo, integrato con l’ecosistema Google.
Contro: personalizzazione minima, poco adatto a branding serio.
Quando usarlo: documentazione, progetti didattici, siti interni.
GitHub Pages
Pro: hosting statico gratuito, ottimo per chi conosce un minimo di codice.
Contro: non adatto a chi vuole costruire tutto con editor visual.
Quando usarlo: siti statici veloci, documentazione tecnica, portfolio dev.
Carrd (Free, one-page)
Pro: perfetto per one-page e link-in-bio, set-up in pochi minuti.
Contro: progetto limitato a pagine singole e funzioni essenziali.
Quando usarlo: landing semplici, pagine personali.
Strikingly (Free)
Pro: setup guidato e molto rapido.
Contro: risorse e personalizzazioni ridotte.
Quando usarlo: pagine personali o micro-prodotto.
(Altre soluzioni come Jimdo/SITE123 esistono, ma presentano limiti simili: bene per prove, non per brand consolidati.)

3) Quale scegliere se…
- Portfolio personale: WordPress.com per blog + Carrd per una splash page pulita.
- Link-in-bio / evento: Carrd o Strikingly per one-page veloci.
- Blog semplice: WordPress.com.
- Curriculum online: Google Sites.
- Vetrina molto visual: Webflow (se hai occhio da designer).
- E-commerce: i piani gratuiti sono troppo limitati; se vendi, valuta da subito un piano a pagamento.
4) SEO sui piani gratuiti
- Contenuti chiari e utili: titoli gerarchici, paragrafi brevi, link interni pertinenti.
- Meta: titoli univoci e meta description descrittive; dove non gestibili, cura headline e prime righe.
- Indicizzazione: collega Search Console e invia la sitemap quando possibile.
- Mobile-first: progetta prima per smartphone.
- Prestazioni: immagini leggere, pochi effetti, script essenziali. Concentrati su velocità e stabilità visiva.
5) Dominio, brand e credibilità
- Sottodominio vs dominio: un dominio proprietario comunica serietà e stabilità.
- Email professionale: nome@tuodominio.it aumenta fiducia e tasso di risposta.
- Coerenza visiva: palette, tipografia e tono coerenti fanno percepire il valore del brand.

6) Privacy, cookie e GDPR
- Consenso: per cookie non essenziali serve consenso esplicito e registrato.
- Trasparenza: informativa chiara su tipi di dati, finalità, tempi di conservazione.
- Banner: deve bloccare i cookie non necessari finché l’utente non accetta. Molti piani free non lo gestiscono bene: valuta l’upgrade.
7) Accessibilità e mobile
- Riferimento WCAG: mira almeno al livello AA (contrasti adeguati, testo scalabile, focus visibile, navigazione da tastiera).
- Immagini: alt descrittivi e contenuti comprensibili anche senza immagini.
- Touch-friendly: pulsanti grandi, form chiari, niente elementi che “saltano” durante il caricamento.
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8) Dal gratis al professionale: come fare upgrade
Quando farlo: vuoi dominio ed email professionale, funzionalità extra, SEO e analytics seri, o inizi a vendere.
Checklist migrazione
- Dominio & DNS: registra il dominio, attiva SSL, imposta i record corretti.
- Contenuti: esporta o ricostruisci mantenendo struttura e slug coerenti.
- Redirect 301: mappa vecchi URL → nuovi URL.
- Media: ricomprimi immagini, rinomina in modo descrittivo, imposta alt.
- Tracking: collega Analytics e Search Console, invia sitemap.
- Legal: aggiorna banner cookie, privacy e pagine legali.
- QA: test su mobile, moduli, velocità e link interni.
9) Errori comuni da evitare
- Scegliere il builder solo per il template “bello” e poi restare bloccati dai limiti.
- Caricare font/effetti inutili che rallentano.
- Dimenticare call to action e pagine legali.
- URL confusi e titoli duplicati.
- Ignorare accessibilità e mobile.
- Nessun backup o controllo versioni.
10) FAQ
Posso collegare un dominio a un piano gratuito?
Di solito no: il dominio personalizzato richiede un piano a pagamento.
Quanto traffico regge un piano free?
Dipende dalla piattaforma; per picchi o campagne serve un upgrade.
Posso vendere online senza costi?
I piani gratuiti per l’e-commerce hanno limiti forti su pagamenti e personalizzazioni. Per vendere davvero serve un piano dedicato.
Se cambio piattaforma, perdo i contenuti?
Spesso c’è un export parziale. Prevedi una migrazione assistita e redirect 301.
I siti gratis si indicizzano?
Sì, ma crescere in modo stabile richiede risorse e controllo che i piani free non offrono.
Conclusione
Il “gratis” è utile per iniziare, non per crescere. Se il sito deve portare risultati, serve una base professionale: dominio, prestazioni, SEO, tracciamenti e compliance. Meglio un progetto essenziale ma solido, che un sito pieno di limiti e senza obiettivi chiari.
👉 Se il sito deve generare contatti e vendite, servono scelte concrete, non scorciatoie.
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