Prima di contattare qualsiasi web designer o agenzia, c’è un lavoro preparatorio che dipende solo da te. Chi arriva al briefing con le idee chiare ottiene preventivi più precisi, tempi più brevi e risultati più vicini alle aspettative. Chi arriva senza aver risposto a queste domande rischia di ritrovarsi con un sito che non riflette il business — e di scoprirlo solo dopo il lancio.
Questa checklist è in due parti: quello che devi chiarire prima di contattare qualcuno, e le domande da fare al professionista prima di firmare. Alla fine trovi il riepilogo in formato lista da stampare o salvare.
Parte 1 — Prima del contatto: chiarire con te stesso
☐ Qual è l’obiettivo principale del sito?
Un sito può avere molti scopi, ma ne ha sempre uno principale. Raccogliere richieste di preventivo? Vendere prodotti online? Presentare il portfolio? Generare prenotazioni? Costruire credibilità prima di un incontro commerciale? L’obiettivo primario determina la struttura delle pagine, il tipo di CTA e come si misura il successo del sito. Senza di esso, il professionista costruisce qualcosa di generico.
☐ Chi è il tuo cliente ideale?
Età, professione, zona geografica, livello di familiarità con il digitale. Un sito per pensionati che cercano un idraulico di fiducia a Cagliari è strutturato diversamente da un sito per startup che cercano consulenza fiscale. Più precisa è la risposta, più preciso sarà il design e il tono dei contenuti.
☐ Hai un budget orientativo?
Non è necessario avere un numero esatto — ma sapere se stai guardando a 1.000€, a 3.000€ o a 10.000€ cambia completamente il tipo di proposta che riceverai. Un professionista che non conosce il tuo budget non può darti un preventivo calibrato: ti darà quello “standard” che potrebbe essere troppo per te o troppo poco per quello che ti serve. Dichiarare un budget orientativo non significa che il preventivo arriverà esattamente a quella cifra — serve a partire da basi realistiche.
☐ Hai identificato 2–3 siti di riferimento?
Non per copiarli, ma per comunicare il tipo di stile, tono e struttura che ti aspetti. “Moderno ma non freddo”, “professionale ma non istituzionale” sono indicazioni vaghe. Un URL è molto più utile. Cerca siti nel tuo settore o in settori contigui che ti piacciono — anche fuori dall’Italia.
☐ Sai quante pagine ti servono?
Stima di base: Home, Chi Siamo (o profilo del professionista), Servizi (una o più pagine), Contatti. Aggiungi: Blog se vuoi fare SEO, pagine dedicate per servizi specifici, Portfolio, FAQ standalone, pagina Prezzi se vuoi trasparenza. Non serve essere esaustivi — serve avere un’idea della dimensione del progetto per ricevere un preventivo proporzionato.
Parte 2 — Le domande da fare al professionista
☐ Il sito rimarrà di mia proprietà al 100%?
Codice, database, file multimediali, dominio: tutto deve essere intestato e consegnato a te. Con WordPress la risposta è sì per definizione. Attenzione ai CMS proprietari delle agenzie o alle piattaforme SaaS integrate nel servizio — lì la proprietà non è mai completa. Chiedi anche che il dominio sia registrato a tuo nome (tuo codice fiscale o partita IVA), non a nome del fornitore.
☐ La SEO tecnica di base è inclusa?
Non basta la risposta “sì”. Chiedi specificatamente: URL ottimizzate per ogni pagina, meta title e description personalizzate, Google Search Console collegata, sitemap XML, schema markup LocalBusiness (se hai un’attività fisica), Core Web Vitals verificati al lancio. Se il professionista non sa rispondere a questi punti, la SEO non è davvero inclusa.
☐ Chi farà fisicamente il lavoro?
Con un freelance, la risposta è ovvia. Con un’agenzia, il commerciale che ti presenta il progetto raramente è la stessa persona che apre l’editor il giorno dopo. Chiedi di parlare con il designer o il developer assegnato al tuo progetto prima di firmare. Se non è possibile, è un segnale da prendere sul serio.
☐ Quante revisioni sono incluse e come funzionano?
Un contratto serio specifica il numero di round di revisione inclusi (di solito 2–3 per la fase design, 1–2 per la fase sviluppo) e cosa si intende per “revisione” rispetto a “richiesta di modifica strutturale”. Capire questo prima evita discussioni a metà progetto su cosa era incluso e cosa no.
☐ Cosa succede dopo il lancio?
Chi aggiorna i plugin di WordPress? Chi fa i backup? Chi interviene se il sito va offline alle 22 di un venerdì? Se non è specificato nel contratto, lo scoprirai quando c’è un problema urgente. Le risposte accettabili: è incluso un periodo di assistenza post-lancio (specificare la durata), oppure esiste un contratto di manutenzione separato con costi e SLA definiti.
☐ Qual è la timeline realistica e da cosa dipende?
Chiedi: “Quanto dura il progetto?” E subito dopo: “Da quali condizioni dipende quella data?” La seconda domanda è quella che conta — perché la timeline reale dipende dalla velocità con cui fornisci i materiali e dai tempi di feedback, non solo dal developer. Per un riferimento sulle tempistiche realistiche, leggi la guida su tempi di realizzazione sito web a Cagliari.
Parte 3 — Cosa preparare prima dell’inizio del progetto
Materiali obbligatori
- Logo in formato vettoriale (.svg o .ai): se hai solo un JPG a bassa risoluzione, comunicalo subito — serve tempo per rifarlo o adattarlo
- Palette colori e font (se già definiti): anche solo “colori istituzionali: blu #003F7F e bianco” è utile
- Credenziali del dominio: accesso al pannello del registrar dove è registrato il dominio (Aruba, Register.it, GoDaddy, ecc.)
- Credenziali dell’hosting attuale (se stai migrando un sito esistente)
Materiali molto utili (anche in bozza)
- Testi delle pagine principali: anche una bozza grezza è meglio di niente. Il copywriter o il designer può affinarla; non può inventarla senza conoscere la tua attività
- Foto professionali dell’attività: sede, team, prodotti, servizi in azione. Le foto stock funzionano come placeholder ma non costruiscono fiducia come le immagini reali
- Lista dei servizi con descrizione breve: nome del servizio, a chi è rivolto, cosa include, prezzo (anche solo orientativo)
- Referenze o testimonianze: citazioni da clienti esistenti (con il loro permesso) da inserire nel sito
- Accesso a Google Analytics e Search Console (se già attivi sul sito precedente): i dati storici sono preziosi per la strategia SEO
Red flag: segnali di allarme da non ignorare
- Preventivo senza voce dettagliata: “Sito web professionale: 1.200€” senza specificare cosa include è un contratto che può significare qualsiasi cosa — o quasi niente
- Promessa di posizionamento garantito su Google: nessun professionista onesto garantisce la prima posizione su Google. Chi lo promette sta vendendo aspettative irrealizzabili o sta usando tecniche che Google penalizza
- Impossibilità di parlare con chi fa il lavoro: se dopo tre richieste non riesci a fare una call con il designer o developer, il progetto viene gestito da un intermediario che non conosce il tuo business nel dettaglio
- Nessun sito live nel portfolio: screenshot di siti che non esistono online o URL che restituiscono errori 404 non sono referenze verificabili
- Dominio intestato al fornitore: se ti propongono di “pensare loro al dominio” senza specificare che sarà a tuo nome, chiedi chiarezza prima di procedere
- Prezzi molto al di sotto del mercato: un sito vetrina professionale a Cagliari parte da 1.300€. Sotto quella soglia, qualcosa manca — design generico, SEO assente, nessuna assistenza, o lavoro subappaltato a costi bassissimi
La checklist completa: salva e usa
Prima del contatto — da chiarire con te stesso:
- ☐ Obiettivo principale del sito definito
- ☐ Cliente ideale descritto (chi, dove, cosa cerca)
- ☐ Budget orientativo stabilito
- ☐ 2–3 siti di riferimento identificati
- ☐ Lista delle pagine necessarie abbozzata
Domande da fare al professionista:
- ☐ Proprietà totale del sito confermata
- ☐ SEO tecnica dettagliata (URL, meta, GSC, sitemap, schema)
- ☐ Chi fa fisicamente il lavoro (call con il developer/designer)
- ☐ Numero di revisioni e definizione chiari
- ☐ Assistenza post-lancio specificata
- ☐ Timeline con prerequisiti chiariti
Materiali da preparare:
- ☐ Logo in formato vettoriale
- ☐ Credenziali dominio e hosting
- ☐ Testi (anche in bozza)
- ☐ Foto professionali (o lista di cosa serve)
- ☐ Accesso a Analytics / Search Console (se esistenti)
Se hai risposto a tutte queste domande e sei pronto a contattare un professionista, il passo successivo è richiedere un preventivo sito web a Cagliari con un brief strutturato — non un form generico. Per capire cosa aspettarsi in termini di costi, leggi la guida sul costo di un sito web a Cagliari nel 2026.
Domande frequenti sulla commissione di un sito web
Devo scrivere io i testi del sito?
Non necessariamente. Puoi fornire le informazioni grezze (servizi, prezzi, storia dell’attività, punto di differenza rispetto ai competitor) e affidarti a un copywriter per trasformarle in testi ottimizzati per la SEO e per la conversione. Il copywriting professionale è una voce separata nel preventivo — di solito 300–600€ aggiuntivi per un sito vetrina standard. Se hai già testi esistenti (anche da un sito precedente o da brochure), forniscili come punto di partenza: ripartire da zero è sempre più costoso.
Cosa succede se cambio idea sul design dopo l’inizio?
Dipende da quanto è cambiata l’idea e da cosa dice il contratto. Modifiche al colore di un pulsante o alla formulazione di un titolo rientrano nelle revisioni standard. Voler cambiare completamente il layout o il tone of voice a design approvato è una richiesta di rifacimento — con costi aggiuntivi. Per evitarlo: dedica tempo al briefing iniziale, condividi molti esempi di riferimento e approva le direzioni di design prima che il lavoro avanzi.
Posso aggiornare il sito da solo dopo la consegna?
Con WordPress, sì. La gestione dei contenuti (aggiornare testi, aggiungere immagini, pubblicare articoli) è accessibile a chiunque dopo una formazione base di 1–2 ore. La parte tecnica (aggiornamenti del core, plugin, ottimizzazione performance) richiede più dimestichezza — o un contratto di manutenzione con il professionista. Un buon web designer ti consegna il sito con una formazione inclusa, non con un manuale di 50 pagine che non leggerai mai.
Quanti preventivi devo raccogliere?
Almeno due, idealmente tre. Non per scegliere il più economico, ma per capire cosa il mercato considera standard per il tuo tipo di progetto e per avere un punto di riferimento su cosa include (o non include) ogni proposta. I preventivi sono comparabili solo se chiedono la stessa cosa: usa la checklist di questa guida come base per il brief da inviare a tutti i professionisti che stai valutando. Per sapere quali domande fare durante la selezione, leggi la guida su come scegliere un web designer a Cagliari.
Devo avere il sito vecchio ancora online durante lo sviluppo del nuovo?
Sì, se esiste un sito attivo con traffico organico su cui non vuoi interrompere il posizionamento. Il sito nuovo si sviluppa su un dominio di staging (un indirizzo temporaneo non indicizzato da Google) e viene trasferito sul dominio definitivo solo al momento del go-live. In questo modo il vecchio sito rimane visibile e funzionante fino all’ultimo secondo. Per la realizzazione di siti web a Cagliari, la migrazione con continuità SEO è parte del processo standard — non un’opzione aggiuntiva.
Hai completato la checklist e sei pronto a fare il passo successivo? Raccontami il progetto con quante più informazioni possibile: ricevi un preventivo dettagliato entro 24 ore, non un’email standard.